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Cassazione: paragonare uomini ad animali e' offensivo

domenica 30 dicembre 2012

1' di lettura

Roma, 27 dic. - (Adnkronos) - Chissa' se 'l'aquila di Ligonchio' o la 'pantera di Goro' si saranno mai sentite offese, almeno una volta nella vita, per gli epiteti con cui sono state spesso chiamate queste note artiste italiane. Fatto sta che d'ora in poi, appioppare epiteti evocativi di animali alle persone diventa pericoloso anche davanti alla legge. A sancirlo e' la Cassazione che sottolinea come gli epiteti che rievocano gli animali "hanno una obiettiva valenza denigratoria in quanto, assimilando un essere umano ad un animale, ne negano qualsiasi dignita' in un processo di reificazione e di assimilazione ad una 'res' comunemante ritenuta disgustosa o comunque di disumanizzazione". In questo modo la V sezione penale (sentenza 44966) ha convalidato una condanna per ingiuria nei confronti di un 50enne di Castrovillari, Giuseppe V., colpevole, per tutelare i propri diritti di territorio, di essersi rivolto a Leonardo B. dandogli del 'babbuino', 'barbagianni"'. (segue)

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