(Adnkronos) - L'83% dei laureati di primo livello intende proseguire gli studi dopo la laurea. Il 75% dei laureati di primo livello non ha i genitori laureati; un valore identico alla media nazionale. Significa che per la maggioranza dei casi il titolo accademico entra per la prima volta in famiglia. Il traguardo della laurea e' raggiunto in media a 25,5 anni; la media nazionale e' di 25,7. Poco elevata e' la regolarita' negli studi: il 27% conquista il titolo in corso (con il 25% che si laurea al primo anno fuori corso) contro il 38% del complesso dei laureati di primo livello. La riforma universitaria ha portato ad un aumento dei laureati che frequentano regolarmente le lezioni: il 62% dei laureati triennali ha frequentato oltre i tre quarti degli insegnamenti previsti; e' il 69% a livello nazionale. I laureati campani di primo livello che hanno svolto tirocini e stage sono il 52,5%, percentuale inferiore alla media nazionale (60%). L'esperienza di studio all'estero coinvolge il 7% dei laureati campani di primo livello; la media nazionale e' del 10%. L'87%, come la media nazionale, si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi (il 34% lo e' "decisamente"). Alla domanda se si iscriverebbero di nuovo all'Universita' risponde 'si", ed allo stesso corso dell'Ateneo, il 69% dei laureati campani, un valore superiore alla media nazionale (66%). Una percentuale che aumenta considerando anche i laureati che si riscriverebbero nello stesso Ateneo, ma cambiando corso (11%). E dopo la laurea? L'83% dei laureati campani intende proseguire gli studi, ben piu' di quanto avviene nel complesso dei laureati (77%). Un fenomeno che si rileva un po' in tutti gli Atenei del Sud ed e' dovuto probabilmente alle difficolta' del mercato del lavoro. (segue)