(Adnkronos) - Le indagini sono cominciate nel gennaio 2009 e sono proseguite fino al marzo 2010, ma poi hanno avuto delle appendici nei mesi estivi del 2010 e del 2011, e fino a ottobre scorso. Il gruppo criminale transnazionale era costituito da italiani, algerini, tunisini e sudanesi e operava in Puglia, Sicilia, Calabria e Tunisia. Gli immigrati provenivano da vari paesi africani. Il reclutamento avveniva per lo piu' all'estero (in molti dei casi in Tunisia). Persone disperate e bisognose di lavoro e percio' psicologicamente vulnerabili, allettate da false ed ingannevoli prospettive di svolgere una regolare attivita' lavorativa in agricoltura, con paghe dignitose e buone condizioni di vita. Venivano adescate con il semplice ma efficace metodo del passa parola dai reclutatori che avrebbero poi provveduto ad organizzare veri e propri 'viaggi della speranza' verso la Sicilia e successivamente, attraverso i complici in Italia, gli spostamenti degli operai dapprima nell'agro di Pachino (Siracusa) e, in un secondo momento, in quello di Nardo' (Lecce). Ogni componente dell'organizzazione aveva un ruolo e un compito preciso. Le stesse vittime erano quasi obbligate dalla disperazione a partecipare a questo sistema criminale.