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Mafia: Raffi (Goi), coraggio Falcone corre su gambe migliaia di giovani

domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

Roma, 23 mag. (Adnkronos) - "La mafia continua ad avvelenare il Sud, ma la nostra liberta' e' ancora piu' forte. Occorre accertare fatti e verita', portare nel cuore dei giovani la lezione dei veri eroi italiani, e proseguire senza sosta la lotta alla criminalita' raccogliendo l'eredita' morale che ci hanno lasciato grandi uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". E' quanto afferma il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, nel ventennale della strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. "Rendiamo onore a uomini che hanno incarnato il simbolo del senso dello Stato e della lotta a tutte le mafie. E' vivo e forte in noi e in tutti gli italiani - rimarca Raffi - l'esempio dei giudici senza paura che hanno abbattuto muri di omerta' per combattere e sconfiggere la piaga mafiosa, il vero cancro del Sud. Falcone e Borsellino, rappresentano uno straordinario esempio di coraggio soprattutto per i giovani. Onorare degnamente la memoria di Falcone, di Borsellino e di chi e' morto per affermare gli ideali di giustizia -rimarca il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani- vuol dire impegnarsi in progetti di legalita' e di riscatto del territorio. Non servono le parole ma i fatti, per sottrarre ogni giorno terreno a una criminalita' che ha la sua forza nell'area grigia delle connivenze". "Ricordiamo le lezioni dei giudici ai giovani studenti -fa notare Raffi- quelle parole forti e vere, il coraggio che davano con la loro testimonianza di impegno contro tutto e tutti. Falcone e Borsellino sapevano e credevano che la scuola e' un avamposto di democrazia e di pensiero libero, il luogo dove si formano le coscienze e le nuove generazioni di cittadini. Occorre proseguire con tenacia anche su questa strada segnata, aprendo sentieri alla liberta' contro ogni cultura di morte. La frase di Borsellino 'Questa terra un giorno sara' bellissima' non puo' essere una speranza: e' un progetto che ciascuno di noi, con liberta' e responsabilita', deve contribuire a portare a termine", conclude il Gran Maestro del Grande Oriente.

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