(Adnkronos) - A 'inchiodare' Terranova e' il dna, dicono gli inquirenti, compatibile sia nel caso della violenza sulla ragazzina sia in quello della donna di 40 anni al 99,9%. Entrambe poi hanno riconosciuto il loro aggressore attraverso i rilievi fotografici. A questo punto non si esclude che l'uomo possa aver commesso altre violenze. Per questo gli agenti della Squadra Mobile di Milano hanno dato alcune caratteristiche dell'uomo: e' basso (al massimo un metro e sessantadue centimetri), castano appena stempiato, ha trent'anni, ha un fisico tonico ma esile, e' milanese anche se in un caso ha simulato una inflessione meridionale. Si sa che vive a Milano da solo, e' diplomato anche se aveva avviato degli studi universitari. Gran parte del tempo lo passa pero' in una comune agricola in provincia di Firenze e per questo gli inquirenti pensano che possa aver 'colpito' anche in Toscana. Dice di essere fidanzato, ma questo non e' stato ancora accertato. In carcere l'uomo nega, ma ancora non gli era stato contestato l'esame del Dna. Per di piu' l'indagato e' stato fermato da agenti della Polmetro, che si erano insospettiti per i comportamenti dell'uomo, che hanno seguito fino a quando hanno assistito a tre episodi di palpeggiamento in metro' da parte sua. Fermato e identificato, agli agenti e' stata subito evidente la somiglianza con l'immagine ripresa dalle telecamere di un'altra metropolitana in occasione della violenza ai danni della ragazzina.