Roma, 24 mag. (Adnkronos) - Slow Food Italia 'benedice' l'iniziativa delle aziende casearie emiliane colpite dal terremoto, ovvero vendere a prezzi vantaggiosi le forme di parmigiano cadute e rotte, e attiva i "gruppi di resistenza casearia". L'iniziativa dei produttori ha visto un vero e proprio boom di richieste d'acquisto, tanto che le prenotazioni all'azienda che ha avuto per prima l'idea, la Casumaro, sono sospese: al momento sono 1.500 le mail "e innumerevoli telefonate di interessamento" giunte agli organizzatori della colossale svendita. Ma appunto di svendita non vuol sentir parlare Slow Food: "sarebbe come approfittarsene, e questo non e' giusto - dice all'Adnkronos Daniele Buttignol, segretario di Slow Food Italia -. Noi vorremmo che le forme vengano pagate il giusto, che venga rispettato il lavoro del produttore; e le forme rotte non hanno subito variazione della qualita': sono solo rotte". Slow Food, anticipa Buttignol, ha dunque riattivato i "gruppi di resistenza casearia, come gia' fatto in altre emergenze come per il terremoto in Abruzzo o la crisi del latte in Sardegna; ma anche in altre occasioni, per aiutare piccoli produttori a vendere i loro prodotti poco considerati o perche' 'difficili' o perche' poco conosciuti". Entro uno o due giorni verra' organizzata la rete distributiva di Slow Food, pensando anche a coinvolgere i Gruppi di acquisto solidale sparsi per l'Italia. Sempre tenendo conto della stella polare dell'associazione fondata da Carlo Petrini: "qualita', etica e rispetto dell'ambiente. E come sempre anche rispetto, dunque, del lavoro dei produttori che rispondono a questi requisiti e di conseguenza la ricerca del giusto prezzo".