Roma, 12 dic. (Adnkronos) - Stop alla propaganda anti-zingari. Lo intima la Cassazione, spiegando che e' indice di razzismo e di atteggiamento "discriminatorio" parlare delle comunita' rom in termini non proprio ortodossi, con tanto di invettiva. E' per questa ragione che la Prima sezione penale ha annullato una doppia assoluzione accordata ad un consigliere comunale di Trento, Emilio G. che, in piena seduta, nell'ambito della discussione sulla disciplina dei servizi socio educativi, aveva sostenuto che i bambini nomadi non frequentavano le scuole, mentre la mensa risultava frequentata da tutti gli occupanti del campo, con il che venivano criticati l'esborso economico gravante sulla comunita'. A seguire, ricostruisce la sentenza, invettive contro l'etnia rom. Secondo la Corte d'appello di Trento (maggio 2011), al di la' dei concetti discriminatori, il consigliere non poteva essere bollato di razzismo, essendo mancata la verifica della propaganda dell'attivita' divulgativa svolta. Ora la Cassazione (sentenza 47894) ha accolto il ricorso del pm di Trento che aveva sollecitato l'annullamento dell'assoluzione accordata al consigliere comunale sulla base del fatto che "anche una manifestazione isolata a connotazione razzista puo' costituire propaganda"e quindi essere passibile di condanna per istigazione all'odio razziale. (segue)