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Mafia: omicidio guardia giurata, cosi' i boss decisero di ucciderlo (2)

domenica 16 dicembre 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - Per molti anni su questi delitti e' calato il silenzio piu' cupo e tipico degli orrori di mafia, ma le indagini condotte dalla Dia e coordinate dalla Procura di Palermo hanno permesso di mettere in luce molti lati oscuri dell’omicidio Di Bona, che allora ha avuto quale triste scenario il sistema carcerario palermitano degli anni 70/80, con tutte le sue ombrosita' e lacune. Numerosi sono stati gli ex colleghi della vittima interrogati sui fatti di quei giorni tristissimi, che ancora oggi hanno faticato a ricordare con genuina precisione un articolato di episodi la cui intrinseca natura e' rimasta comunque nell’ombra. La Dia si e' avvalsa, in sede di complementarieta' probatoria, delle propalazioni accusatorie di alcuni collaboratori di giustizia, particolarmente vicini agli indagati o pienamente inseriti nel mandamento criminale capeggiato dal sanguinario Riccobono, anche al fine di attribuire puntuali ed inequivoche responsabilita' penali in capo agli odierni indagati. In effetti, il macabro episodio vide coinvolti, a vario titolo, diversi uomini d’onore, alcuni dei quali oggi deceduti, ed in particolare, oltre al boss Riccobono, mandante ed esecutore dell’omicidio, due dei suoi uomini di fiducia, Salvatore Lo Piccolo e Salvatore Liga, noto 'necroforo' al soldo di Cosa nostra. Lo Piccolo, catturato nel 2007, dopo 25 anni di latitanza, ai vertici di Cosa nostra palermitana dopo la cattura di Bernardo Provenzano, in atto sconta la pena dell’ergastolo ed e' sottoposto al regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario. Liga, arrestato nel '93, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Tommaso Natale (PA), ha svolto sin dagli anni ’70, con piena partecipazione criminale, anche il ruolo di “necroforo” dell’organizzazione mafiosa. Presso il suo podere, luogo di ritrovo abituale per gli aderenti al sodalizio criminale, ubicato nel fondo De Castro, sono state uccise decine di persone e ne sono stati eliminati i cadaveri mediante scioglimento nell’acido e successivo incenerimento dei resti all’interno di forni di proprieta' dello stesso adibiti alla produzione del pane.

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