Taranto, 5 dic. (Adnkronos) - Tra le contestazioni rivolte a Michele Misseri dal pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero durante il lungo contro esame del testimone in corso davanti alla Corte di Assise ormai da oltre 3 ore e mezza, c'e' anche il fatto che nei giorni successivi all'omicidio l'uomo, si sarebbe fatto aiutare dalla figlia Sabrina a cercare nel garage la sim (carta telefonica) del telefonino di Sarah. A Sabrina lui non avrebbe detto che stava cercando la sim ma che cercava una vite. "Come ha fatto a correre il rischio pazzesco di trovare la sim del telefonino di Sarah?", ha chiesto il magistrato. Con il rischio, quindi, di farsi scoprire visto che, secondo la versione dell'uomo, Sabrina non sapeva nulla dell'omicidio. Tra le altre domande rivolte al testimone, seguite spesso da contestazioni sia del pm Buccoliero che del procuratore aggiunto Pietro Argentino, quelle riguardanti il ruolo e le presunte pressioni che il primo difensore, Daniele Galoppa, e la consulente criminologa di quest'ultimo Roberta Bruzzone avrebbero esercitato nei suoi confronti per indurlo ad accusare la figlia. Galoppa e Bruzzone, secondo quanto affermato da Misseri stamane e oggi pomeriggio lo avrebbero messo in guardia dicendogli che, nel caso avesse continuato con la versione iniziale autoaccusatoria, rischiava di mandare in carcere il fratello Carmine e la moglie Cosima. (segue)