Siena, 27 apr. - (Adnkronos) - In trasferta da Roma a Siena per rubare. Due donne di origine rom di 29 e 32 anni, entrambi residenti nella Capitale e in stato di evidente gravidanza, sono state notate da un poliziotto dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, libero dal servizio, mentre si aggiravano con fare sospetto tra le abitazioni di via Aldobrandino da Siena. L'agente, dopo averle sorprese mentre stavano guardando con attenzione verso i campanelli, ha subito chiesto loro se cercassero qualcuno in particolare. Le due donne hanno fatto il cognome di una persona che il poliziotto, conoscendo bene il territorio, sa che non abita in quella zona. A quel punto, dopo essersi qualificato, l'agente ha voluto approfondire gli accertamenti e le ha identificate. Le due rom allora hanno cambiato versione dei fatti, riferendo di trovarsi li' per aspettare dei conoscenti. Le loro dichiarazioni non hanno, pero', convinto l'agente che ha chiesto ausilio ai colleghi della Squadra Mobile. Al momento di essere accompagnate in Questura entrambe le ladre hanno cercato di disfarsi di alcuni oggetti, utilizzati probabilmente per commettere furti in appartamento: una lastra plastificata arcuata, una scheda telefonica e un giravite per scassinare le porte ed entrare negli appartamenti. La tecnica era sempre la stessa: una delle due adocchiava una persona anziana, suonava al campanello della sua abitazione e, ingannandola con una banale scusa come quella di firmare per una lettera o un pacco in contrassegno, la invitava ad uscire di casa. Nel frattempo l'altra, che si era appostata, entrava e portava via cio' che riusciva ad arraffare. Soprattutto gioielli e soldi. Poi avvisava subito al cellulare la complice che nel frattempo aveva intrattenuto il malcapitato di turno in conversazione. Sono state denunciate e colpite da foglio di via con divieto di tornare a Siena per tre anni.