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Arte: tele Santuario San Giuseppe di Milano tornano a risplendere

domenica 12 novembre 2017

2' di lettura

Milano, 9 nov. (AdnKronos) - I dipinti del santuario di San Giuseppe di via Verdi, a due passi da Piazza della Scala a Milano, tornano a risplendere con il restauro finanziato da Intesa SanPaolo. "E chissà che questo non riporti le visite al santuario frequenti come un tempo", dice il presidente emerito Giovanni Bazoli. La chiesa, di proprietà della banca, è tra i beni ereditati dall'allora Cassa di Risparmio delle Province lombarde, lo storico istituto da cui sarebbe nata la Fondazione Cariplo. "Dirigenti e dipendenti della Cassa avevano uno stretto rapporto con il santuario, venivano qui di frequente", spiega il presidente dell'ente, Giuseppe Guzzetti. Il legame era stato talmente forte che negli anni Novanta si decise che le grandi tele al suo interno rimanessero di proprietà della Fondazione. Oggi fanno parte delle collezioni d'arte della Cariplo in comodato alla banca. Il restauro è un'occasione di rinascita per le quattro opere: si tratta di dipinti realizzati di Giulio Cesare Procaccini (l'Agonia di San Giuseppe), Melchiorre Gherardini, detto 'il Ceranino' (Lo sposalizio della Vergine), Giovanni Stefano Doneda, detto 'il Montalto' (La Predica di San Giovanni Battista) e Andrea Lanzani (La Fuga in Egitto). La campagna di restauro è iniziata nel settembre 2016 e a ciascuna delle tele sono stati dedicati quattro mesi di lavoro: i dipinti erano da tempo offuscati da uno spesso strato superficiale di sporco atmosferico - probabilmente per l'utilizzo di riscaldamenti a stufa in passato - e da vernici molto ingiallite. I restauri sono stati realizzati dallo Studio di Restauro Carlotta Beccaria. "La tutela e la valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico italiano è uno degli obiettivi centrali del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo", spiega ancora Bazoli. "L’iniziativa - dice - vede ancora una volta affiancate Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo, come nella realizzazione del grande progetto del museo dell’Ottocento in Piazza Scala che abbiamo condiviso nel 2011". Il restauro e la valorizzazione delle quattro pale "sono un esempio virtuoso del senso di responsabilità che ci deve guidare, nel guardare al futuro verso le generazioni che verranno e che potranno così godere della bellezza di queste opere e del senso e dei valori che esse intrinsecamente contengono e trasmettono", aggiunge Guzzetti.

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