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Arte: svelati i segreti della Tavola Doria, giovedi' esperti riuniti a Firenze (3)

domenica 25 maggio 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Al suo rientro in Italia, l'opera è stata portata presso il Laboratorio della Fortezza da Basso dell'OPD dove è stata sottoposta prima ad una serie di indagini diagnostiche volte ad approfondire la conoscenza della sua realtà fisica e del suo stato di conservazione, e successivamente ad un limitato intervento di restauro e conservazione del supporto ligneo. Attualmente l'opera è esposta presso la Galleria degli Uffizi in una mostra dal titolo "Memorie di capolavori di Leonardo". Il dipinto, noto come "Tavola Doria", dal nome della prestigiosa casata genovese cui apparteneva almeno fin dal XVIII secolo, raffigura un episodio della battaglia svoltasi il 29 giugno 1440 ad Anghiari fra le truppe dei Visconti, duchi di Milano, e una coalizione composta da truppe fiorentine, pontificie e veneziane; nella scena i due combattenti di destra, Ludovico Scarampo Mezzarota e Pietro Giampaolo Orsini, al soldo della coalizione, sono effigiati mentre lottano per togliere lo stendardo visconteo ai nemici Francesco e Niccolò Piccinino, riconoscibili nei due cavalieri a sinistra. La composizione era stata ideata da Leonardo da Vinci per la pittura murale che doveva decorare una delle pareti della sala del Maggior Consiglio nel Palazzo della Signoria, commissionata dalla Repubblica fiorentina nel 1503. Le fonti coeve narrano che le sperimentazioni tecniche di Leonardo non ebbero buon esito, provocando la rovina della pittura prima ancora che essa fosse completata. Sull'invenzione di Leonardo vari maestri esercitarono la propria mano e ne tramandarono la memoria attraverso disegni, dipinti, incisioni. La Tavola Doria è dunque parte di questo nucleo documentario ed essa sembra tramandare l'incompletezza dell'invenzione leonardesca, ben evidente nella mancanza di elementi essenziali quali i corpi dei due cavalieri di destra. Il dipinto, presente in Italia ancora nel 1940 nella collezione Doria D'Angri e vincolato ai sensi della legge di tutela dei beni culturali, è stato esportato all'estero illegalmente. È rientrato in Italia nel 2012 a seguito di un accordo intercorso fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Tokyo Fuji Art Museum.

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