(Adnkronos) - "Nel 1914 aveva senso parlare di architettura "cinese", architettura "svizzera", architettura "indiana". Cent'anni dopo, sotto la pressione di guerre, regimi politici diversi, molteplici condizioni di sviluppo, movimenti architettonici nazionali e internazionali, talenti individuali, amicizie, traiettorie personali casuali e sviluppi tecnologici, le architetture che un tempo erano specifiche e locali sono diventate intercambiabili e globali- ha sottolineato - Sembra che l'identita' nazionale sia stata sacrificata sull'altare della modernita"'. E il curatore della Mostra ha quindi auspicato "Grazie al decisivo vantaggio di poter avviare i lavori con un anno di anticipo rispetto al consueto programma della Biennale, speriamo di utilizzare questo tempo in piu' per introdurre un certo livello di coordinamento e coerenza tra le Partecipazioni Nazionali. Idealmente ci piacerebbe coinvolgere tutti i Paesi rappresentati su un unico tema - Absorbing Modernity: 1914-2014 - e indurli a mostrare, ciascuno a modo proprio, il processo di annullamento delle caratteristiche nazionali a favore dell'adozione su scala quasi universale di un singolo linguaggio moderno all'interno di un singolo repertorio di tipologie".(segue)