(Adnkronos) - L'antichissimo abitato ospitava, con tutta probabilita', le genti che seppellivano i propri morti nella necropoli. Da un primo esame dei materiali raccolti, il villaggio sembra aver avuto vita a partire da fasi molto antiche della protostoria (fine III - inizi II millennio a.C.) per continuare durante il periodo miceneo, nella tarda eta' del bronzo (XI secolo a.C.). "Tra le ceramiche trovate -aggiunge Borgna- risaltano alcuni frammenti collegabili a una produzione di tipo 'adriatico', attestata nell'area balcanica costiera e fino alle grotte del Carso triestino". L'esplorazione della necropoli della Trapeza', in un'area collinare vicino alla costa sul Mar di Corinto, e' particolarmente difficoltosa perche', diversamente da quanto riscontrato in altre regioni della Grecia micenea, le tombe non sono state scavate nella roccia tenera, ma si trovano nelle sabbie che costituiscono il substrato della zona. "Cosi' -prosegue Borgna- per quanto coese e compatte, le sepolture non hanno resistito al passare dei secoli: le camere sono per lo piu' crollate e, anche quando sono inviolate e discretamente conservate, costringono l'archeologo a un paziente e arduo lavoro di riconoscimento e recupero". Gli archeologi dell'Universita' di Udine stanno pertanto sperimentando metodi e tecniche di individuazione, recupero e valorizzazione nell'ambito di un progetto pilota, che intende creare le premesse per indagini approfondite dei paesaggi funerari nell'ambito dell'Acaia centrale. Agli scavi di quest'anno hanno partecipato studenti degli atenei di Udine e Trieste, specializzandi e dottorandi (Ioannis Dimakis, Agata Licciardello, Assunta Mercogliano, Anna Nardini, Giacomo Vinci) il geoarcheologo Gaspare De Angeli, e l'architetto Nils Hellner, dell'Istituto archeologico germanico di Atene.