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"Ma il materiale è tutto in francese!". Quando l'Fbi pedinava Camus e Sartre

domenica 22 dicembre 2013

2' di lettura

Londra, 19 dic. - (Adnkronos) - A partire dalla fine del 1945, l'Fbi, per volere del suo direttore John Edgar Hoover, mise sotto sorveglianza due intellettuali francesi di grande fama, massimi esponenti dell'Esistenzialiamo, perché ritenuti in grado di influenzare l'opinione pubblica "a favore del comunismo": il filosofo Jean-Paul Sartre (1905-1980), e lo scrittore Albert Camus (1913-1960). E' quanto rivela l'ultimo numero del periodico britannico "Prospect magazine", in un articolo basato sulla lettura dei documenti desegretati dell'Fbi, di cui il giornalista Andy Martin ha preso visione presso i National Archives di Washington. Hoover era particolarmente preoccupato dalla diffusione delle idee di Sartre e Camus, autori di libri apprezzati dalla critica e di grande successo presso il pubblico dei lettori. In particolare, il direttore del servizio investigativo americano era quasi terrorizzato dall'autorevole influenza di Sartre, membro tra l'altro del Fair Play for Cuba Committee, un'associazione a sostegno dell'isola di Fidel Castro, ma anche tra gli intellettuali più attivi nella protesta contro la guerra in Vietnam e tra le personalità che misero in dubbio l'ipotesi del cecchino isolato nell'assassinio di JF Kennedy. Oltre a discreti pedinamenti per le strade di Parigi, resoconti sui loro viaggi ed incontri sospetti, il Federal Bureau Investigation eseguì anche delle intercettazioni telefoniche. Gli agenti segreti, nel caso di Sartre, durante un quarto di secolo, non riuscirono a comprendere affatto il lavoro intellettuale di Sartre, ritenendo "misteriosi" i suoi obiettivi politici. Nel corso degli anni i rapporti inviati dalla capitale francese negli Usa sottolineano i legami di Sartre con Che Guevara, Bertrand Russell e le Pantere Nere. In base alla lettura anche dei suoi libri, i rapporti riservati delle spie americane conclusero che Sartre era da considerare comunque "un filocomunista". Nei primi rapporti spediti da Parigi su Camus e Sartre, tra il 1945 e il '47, e' curioso notare come gli agenti si lamentassero con i superiori sul fatto che "tutto il materiale da leggere è interamente in francese", tanto da richiedere l'intervento di un traduttore per comprendere con esattezza il loro pensiero. Uno degli agenti sguinzagliati in Europa da Hoover, un certo James M. Underhill, fu incaricato di "gettare un occhio" su Albert Camus, il cui cognome risulta storpiato in "Canus" nei primi dossier. Poco dopo la traduzione in inglese del romanzo "Lo Straniero", Camus fu avvicinato da un agente per espressa richiesta di Hoover.

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