(Adnkronos) - Si e' trattato, dal punto di vista operativo, di uno scavo archeologico in condizioni estreme per la notevole profondita'. Le operazioni di cantiere hanno richiesto una complessa organizzazione, richiedendo tra l'altro immersioni con miscele di ossigeno. Il relitto e' databile, grazie al recupero della campana di bordo, tra il 1567 e il ventennio successivo poiche' di solito la data sulla campana si riferiva al varo della nave e il ritrovamento di alcune monete di origine ottomana che riportano la data del 1574 indicano che il naufragio e' certamente avvenuto dopo quell'anno. Si trattava di una nave mercantile veneziana che trasportava un carico di pregiata ceramica di Iznik, nell'attuale Turchia: brocche e piatti perlopiu' integri destinati a garantire un ricco guadagno agli armatori della nave. In tutto sono 52 i pezzi di ceramica recuperati che si trovano ora a Zagabria. La provenienza veneziana del vascello e' indicata da alcuni pezzi di artiglieria in bronzo di produzione veneziana, in particolare un cannone decorato con il leone e firmato dal fonditore Tommaso di Conti che operava a Venezia fino al 1540.(segue)