CATEGORIE

Patti e Giubileo, le mosse della Chiesa che lasciano il segno

Una breve rassegna e una domanda: nel 2033, a duemila anni dal sacrificio del Redentore, avremo un nuovo Giubileo straordinario?
di Sergio De Benedetti martedì 13 gennaio 2026

2' di lettura

Pio XI (Achille Damiano Ratti) il 24 dicembre 1925 chiuse il Giubileo ordinario “Infinita Dei Misericordia”, iniziato il 29 maggio 1924, attraverso la Porta Santa in San Pietro con due certezze personali: ratificare al più presto la pace con lo Stato Italiano in discussione fin dal 20 settembre 1870 dopo la Breccia di Porta Pia ed indire un Giubileo straordinario nel 1933 per i 1900 anni dalla morte del Redentore.

Realizzata la prima certezza con una diplomazia che colse di sorpresa il popolo italiano grazie ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, tenuti clamorosamente segreti fino all’ultimo giorno, nell’agosto dello stesso anno il Santo Padre richiamò in Vaticano Monsignor Eugenio Pacelli, nato a Roma il 2 marzo 1876 e all’epoca Nunzio Apostolico a Berlino ma in precedenza districandosi in Gemania e in Austria con abilità nel convulso post-guerra del primo conflitto mondiale. Nel Concistoro del successivo 16 dicembre, Pacelli ebbe la nomina a Cardinale con il Titolo dei Santi Giovanni e Paolo e il 9 febbraio 1930 divenne Segretario di Stato al posto del Cardinale Pietro Gasparri, all’epoca quasi ottantenne e un po’ sorpreso per la tempistica nonostante fosse un grande estimatore del Porporato.

Con lui al proprio fianco, Pio XI, nato a Desio (Milano) il 31 maggio 1857 e nominato rocambolescamente Pontefice il 6 febbraio 1922, condivise la seconda certezza che si era prefissato. Il 6 gennaio 1933 infatti, con la Bolla “Quod Nuper”, Sua Santità indisse il Giubileo straordinario celebrato con caloroso fervore anche forse per gli avvenimenti che si andavano profilando. La partecipazione dei fedeli fu infatti notevole e si parlò di oltre tre milioni di pellegrini provenienti da tutta Europa e, via navi approdate principalmente a Genova, Napoli e Civitavecchia, da tutto il continente americano, asiatico e perfino oceanico dell’Australia. Terminò il 2 aprile 1934 con le paure in Europa molto più diffuse rispetto alle preoccupazioni dell’inizio Giubileo.

Nel 2033, a duemila anni dal sacrificio del Redentore, avremo un nuovo Giubileo straordinario? Dopo il grandioso successo di quello ordinario “Spes non confundit” visitato da oltre 30 milioni di pellegrini e con una risonanza dei mass-media senza precedenti, voluto il 24 dicembre 2024 da Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio) e terminato il 6 gennaio 2026 da Leone XIV (Robert Francis Prevost), direi proprio di sì: qualunqe cosa accadrà nel nostro travagliato pianeta, per il Redentore Gesù Cristo ci sarà sempre il privilegio che merita.

tag
vaticano
chiesa
patti lateranensi
giubileo

Tele...raccomando Tg1, fine Giubileo? Che botto!

Fine San Pietro, papa Leone chiude la porta santa: termina il Giubileo

Santi con la corona Reali che al trono preferirono l'onore dell'altare

Ti potrebbero interessare

Tg1, fine Giubileo? Che botto!

Klaus Davi

San Pietro, papa Leone chiude la porta santa: termina il Giubileo

Redazione

Reali che al trono preferirono l'onore dell'altare

Caterina Maniaci

Brucia chiesa in centro ad Amsterdam: crolla il campanile

Redazione

Un viaggio nell’evoluzione del sacro nella società contemporanea in una mostra in Vaticano

“Vaticinium. L’uomo sacro”, la nuova mostra di arte contemporanea di Antonio Telesca e curata da Mauro...

Route 66, quei 3.940 km lastricati del mito americano

Cent’anni fa, per la precisione l’undici novembre 1926, veniva approvato il piano definitivo dell’auto...
Giordano Tedoldi

Pro-Pal e pro-Mad, la strana malattia di chi nega se stesso

Sulla Treccani non c’è e ci auguriamo che sia una svista. Oicofobia è infatti un neologismo del cons...
Claudia Gualdana

Gesù condannato perché i giudici erano di parte

Con i se e con i ma, la storia non si fa, recita un diffuso adagio popolare sulla cui irrefutabilità avrebbero co...
Alberto Fraja