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Chill, la "parola giovane" del 2025

Amo, broski, cringe, crush, letsgoksi, slay... Come parlano le nuove generazioni
di Massimo Arcangeli domenica 18 gennaio 2026

2' di lettura

Aura, bro, chill, ghostare, rimasto. Sono le parole che si sono contese fino all’ultimo il gradino più alto del podio, imponendosi sulle più dirette concorrenti (amo, broski, cringe, crush, letsgoski, slay...), per il titolo di “parola giovane” del 2025. A selezionarle, prima del rush finale, una giuria popolare composta di migliaia di studenti degli istituti superiori della penisola che hanno scelto, corredandole di una definizione, una parola o un’espressione dell’uso giovanile fra le tante in uso. Alla fine ha avuto la meglio chill. La scuola prima classificata per la migliore definizione del termine fra tutte quelle pervenute è il liceo classico G. Carducci di Milano: «Chill indica qualcosa di rilassante, che non implica stress.
In inglese viene spesso utilizzato come verbo (chill out) per invitare a prendere le cose con calma, senza fretta, ma spesso ha funzione di aggettivo, come in italiano (un’espressione giovanile che lo contiene è “Facciamo qualcosa di chill”, che vuol dire “non preoccupiamoci e dedichiamoci a un’attività tranquilla, senza doverci impegnare troppo”). Chill (...
) compare anche in parole italianizzate, come chillato, per indicare una persona calma, o chilliamocela, per invitare a rilassarsi». L’iniziativa, nata in seno al Festival dell’Italiano e delle Lingue d'Italia, è stata sviluppata in collaborazione con la Rete Nazionale dei Licei Classici, con il Festival del Cinema di Taormina e il Filming Italy Sardegna Festival e con la trasmissione televisiva Striscia la Notizia, e ha visto la partecipazione, in qualità di testimonial, di enti, case editrici, istituzioni e personalità del mondo dell’imprenditoria, dell’università, della cultura.
L’Accademia della Crusca aveva puntato proprio su chill (come Nicoletta Fabi, sindaca di Siena) e il suo presidente, Paolo D’Achille, su aura, la Società Dante Alighieri su bro (per brother) e fra (per fratello). Sara Funaro, sindaca di Firenze, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, primo cittadino di Grosseto, avevano scelto boomer e ghostare, e Mondadori Edu, dal dizionario d’italiano Devoto-Oli, aveva spigolato fra le altre bestie, dissing e triggerare.

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