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Piemonte: arriva il Tribunale arbitrale per l’Impresa il lavoro e lo sport

domenica 18 febbraio 2018

2' di lettura

Torino, 16 feb. (Labitalia) - Anche in Piemonte la giustizia torna a farsi prossimità al cittadino. Venerdì 23 febbraio, alle ore 18, presso gli uffici di via Caprera 28, a Torino, si terrà l’inaugurazione della delegazione provinciale del Tribunale arbitrale per l’Impresa, il lavoro e lo sport. Chiamato a presiedere la delegazione regionale del Tribunale Francesco D’Alessandro, imprenditore consulente e corrispondente diplomatico, da sempre a sostegno della piccola e media impresa del territorio. "L'idea del tribunale arbitrale, suggerita da noti cattedratici milanesi, è stata da me completata -spiega a Labitalia- portando l'ufficio che ha il compito di scegliere il giudice arbitro in mano un a commissione composta da giudici tributari e di pace in servizio, in modo che essi, oltre a rappresentare un collegamento indiretto con la giustizia, possano garantire la terzietà di giudizio e la scelta di un giudice arbitro, assolutamente competente rispetto alla materie che deve giudicare". "Ecco che si realizza quindi -chiarisce- il progetto di una giustizia di prossimità al cittadino dove, terzietà, competenza e velocità di giudizio, possano garantire il ritorno alla certezza del diritto che i tempi biblici della giustizia civile non sono più in gradi di garantire". Infatti, prosegue, "nei sei mesi previsti per svolgere le fasi dell'arbitrato sino all'emissione del lodo, chi vuole sfruttare le deficienze del nostro ordinamento nascondendosi tra le pieghe di norme lunghe e farraginose, in un giudizio competente e attento, è difficile che possa fare molta strada". "E' un giudizio di primo grado -sottolinea Francesco D’Alessandro- che si sostituisce quello ordinario del tribunale in tutte quelle materie che non sono di competenza del pubblico ministero. E' un giudizio contro cui si può ricorrere in Corte d'Appello, ma l'immediata eseguibilità consente di adire tutti quegli strumenti in grado di reprimere le strategie dei cosiddetti furbetti e dei disonesti". "Credo che la giustizia e la sicurezza siano i cardini della nostra democrazia e devono tornare ad essere elemento di assolta fiducia e collaborazione per la popolazione", conclude.

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