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Genova calibro 9, al via tra auto e melodie film polizieschi anni '60 e '70

domenica 19 novembre 2017

2' di lettura

Genova, 15 nov. (Labitalia) - Ritorna 'Genova calibro 9', la popolare kermesse che da tre anni le atmosfere, i volti, le auto e le melodie degli indimenticabili film polizieschi degli anni ʼ60 e ʼ70. La manifestazione ad opera della Associazione Culturale RedBag si svolgerà, da tradizione, a Villa Bombrini, a Cornigliano, i prossimi 25 e 26 novembre richiamando, come ormai accade a ogni edizione, tutti gli amanti del genere da Genova e dall’Italia, tra auto dell'epoca e gli indimenticabili cartelloni cinematografici di film che sono diventati leggenda. La quarta edizione di 'Genova calibro 9' avrà come ospite musicale d'onore il compositore arrangiatore e direttore d'orchestra, Franco Micalizzi. Il 26 novembre la rassegna vedrà anche i vincitori della terza edizione del concorso 'Genova calibro 9' per cortometraggi e mediometraggi dedicati a questo genere e aperto a filmmaker e registi, italiani e stranieri. La scorsa edizione ebbe ben trentasei partecipanti tra una categoria e l’altra con un notevole successo di critica e di pubblico. Patrocini alla manifestazione 2017, in collaborazione con l'Associazione Culturale Occhio dell'Arte: l'Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, Genova-Liguria Film Commission, Museo Passatempo, Società per Cornigliano, VideoVoyager, Radio Babboleo Suono, Club amici del Cinema. "Confesso di essere stato molto fortunato -ha spiegato a Labitalia il maestro Franco Micalizzi- perché con la musica ho fatto il lavoro che più amavo, e non ho ancora finito. A Genova parlerò anche della mia autobiografia uscita da poco, dal titolo 'Le chiamavano colonne sonore. Golden 70's' (Viola Editrice), che rappresenta le tante esperienze e le infinite emozioni che la vita mi ha regalato". "Parlo in questo libro -ricorda- della mia vita, ma anche di un'epoca che oggi, probabilmente, non esiste più. Una volta le chiamavano colonne sonore, ed erano fondamentali per il successo dei film. Oggi non si sa più come chiamarle, ed ho voluto scrivere la mia testimonianza per sottolineare che è importante ricordare il valore del passato, perché senza memoria il futuro è precluso. Certe epoche, poi, è giusto continuare a celebrarle nel loro valore perché sono state magiche ed irripetibili".

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