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Mediaset, Pier Silvio Berlusconi svela la rivoluzione del 4 settembre: "Ecco il piano, l'unico possibile"

di Davide Locano domenica 4 agosto 2019

2' di lettura

"È un progetto di sviluppo, il migliore possibile, per creare un campione europeo della tv commerciale capace di resistere e competere nel mondo dei giganti del web made in Usa, sempre più dominatori del mercato". Esordisce così Pier Silvio Berlusconi in un'intervista a La Stampa in cui si sbottona sul futuro di Mediaset: "C'è molto lavoro da fare per essere pronti a questa sfida". Quale? Presto detto: il 4 settembre nasce Media for Europe (Mfe), società che fonde le Mediaset di Italia e Spagna, che avra sede in Olanda. Leggi anche: Nomine Mediaset, la rivoluzione dietro le quinte Perché ha deciso di farlo? "Il settore dei media è in fortissimo cambiamento. La televisione ha una vitalità che la mantiene centrale editorialmente anche sulle nuove tecnologie, a patto però di crescere di dimensioni e poter continuare a investire", risponde Pier Silvio. Quali i vantaggi? "Soltanto unire Mediaset con Mediaset Spagna darà risparmi agli azionisti per 100-110 milioni all'anno, aggregando anche tv tedesche o francesi la cifra salirebbe enormemente. Ma sarebbe sbagliato concentrarsi soltanto sulle economie di scala". Infatti il vero obiettivo di Berlusconi junior è trovare nuovi soci per creare un colosso mediatico che faccia concorrenza ai giganti del web, sempre più centrali e importanti: "Siamo convinti che dopo la nascita di Mfe altri arriveranno. Guardiamo ai Paesi europei che per dimensioni fanno la differenza. Acquisto? Fusione? Sugli aspetti tecnici ci sono molte possibilità, è presto per dirlo. Ma abbiamo una certezza: tutti quelli con i quali parliamo sanno che la strada è giusta e obbligata. Ma il percorso è complicato, ci vuole un po' di tempo per declinarlo nelle diverse realtà", spiega. Ma quando gli chiedono se vede all'orizzonte la fine della tv generalista, come Mediaset, Pier Silvio risponde: "Se fatta con mestiere e vicino alla pancia del singolo Paese, la tv generalista rimarrà assolutamente centrale. Certo, servono investimenti, ma la nostra tv vive anche sulle nuove tecnologie: è e sarà leader nei video visti sul web e sui social".

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