(Adnkronos) - La scure si è abbattuta sul settore a causa della riduzione da parte delle famiglie della spesa per beni durevoli (-9,8 per cento), un dato doppio rispetto alla media nazionale e il maggiore tra le regioni d'Italia. La contrazione più consistente si è registrata nell'acquisto di auto, mentre sono aumentate del 4,4 per cento (più della media del Paese) le vendite di prodotti dell'informatica, come pc e tablet. Capitolo a parte l'export, ridotto del 14,8 per cento nel 2013, dopo un anno di forte espansione (21,5 per cento nel 2012). A condizionare l'andamento negativo delle esportazioni è stata la dinamica del settore petrolifero, che rappresenta oltre i due terzi del flusso di vendite all'estero. La contrazione dell'export di prodotti petroliferi ha raggiunto quota 22 per cento, con un calo nelle vendite sia verso paesi Ue che extra Ue. Al netto dei prodotti petroliferi, invece, il valore delle esportazioni è aumentato del 6,8 per cento, un incremento maggiore rispetto a quello registrato a livello nazionale. Le imprese che esportano maggiormente sono quelle dell'elettronica (+12,9 per cento) e della chimica (+7,5per cento). Nel comparto agroalimentare al positivo andamento delle vendite dei prodotti dell'agricoltura (+7,1%) si contrappone un lieve calo di quelle dei prodotti alimentari (1 per cento). I paesi destinatari dei prodotti made in Sicily sono in prevalenza quelli dell'area euro, ma anche in quest'ambito l'Isola ha incassato la contrazione dell'esportazioni verso Germania e Spagno a fronte di una crescita dell'export verso soprattutto i paesi asiatici ed africani.