Milano, 13 giu. (Adnkronos) - Fare impresa in Italia "diventa sempre più complicato e oneroso, sia in termini economici che morali, con le imprese che si confrontano ogni giorno con ostacoli che derivano più dalle complessità burocratiche che dall'agguerrita competizione sul mercato nazionale e internazionale". Lo afferma Carlo Zerlia, presidente di Confindustria Marmomacchine, durante l'assemblea dell'associazione in corso a Milano, e parlando di un "sabotaggio della crescita sistematico", dovuto proprio alla burocrazia. L'unica cosa "che ci ha tenuto a galla" è stata "la nostra capacità di mordere come non mai i mercati internazionali", "una vera e propria battaglia corpo a corpo - dice il presidente - combattuta in ogni angolo del mondo che ci ha portato oggi ad avere una percentuale di fatturato estero delle nostre aziende pari all'oltre 80% dei ricavi complessivi". La filiera, nell'anno trascorso, ha realizzato un saldo commerciale positivo di 2,5 miliardi. Quello di Zerlia, è un discorso di commiato: dopo quattro anni oggi lascerà l'incarico a Stefano Ghirardi, presidente designato. "Il nostro settore - spiega - è forse meno glamour di altri ma capace di essere testimone di quell'eccellenza del Made in Italy nel mondo". Nel suo intervento, c'è spazio per l'ottimismo: "Vinciamo quotidianamente contro la forza della natura e della montagna per estrarre i nostri materiali d'eccellenza e non ci faremo certo fermare dalla burocrazia o - conclude - dalle pastoie dell'immobilismo".