Milano, 13 giu. (Adnkronos) - "Dobbiamo cominciare a pensare a cosa succederà dal primo novembre del 2015. Essendo un'area di proprietà pubblica dobbiamo chiederci se sarà possibile davvero alienarla in tempi rapidi o, come io temo, se questa cosa sarà più difficile". Lo afferma Stefano Boeri, architetto e ex assessore alla Cultura del Comune di Milano con delega all'Esposizione Universale del 2015, commentando le possibilità per il dopo Expo. Secondo Boeri "vale la pena di provare a immaginare una continuità della proprietà pubblica del sito di Rho-Pero dopo Expo, con una gestione e una programmazione di attività che cerchino di dare un valore a quell'area, valore che non passi necessariamente attraverso la costruzione di 500mila metri quadri". La proposta dell'architetto è perciò quella, che anche il premier Matteo Renzi sembra apprezzare, "è che ci sia un dopo Expo che, sui temi dell'agroalimenatre, trasformi quell'area in un grande parco a tema dove ci sia commercio, intrattenimento, ricerca e formazione". Sulle numerose ipotesi avanzate dal governatore lombardo, Roberto Maroni, per il dopo esposizione e in particolare sull'idea di edificare la nuova sede della Rai sul sito espositivo, Boeri sottolinea che "la sede Rai è un edificio e stiamo parlando di un milione di metri quadri. E' certamente un punto importante e mi sembra molto positivo, se la Rai ha davvero questa intenzione, che venga accolta". Il problema centrale, secondo l'esponente milanese del Pd, "il problema è di decidere il futuro di quasi un milione di metri quadri che hanno un valore molto alto: sono stati acquistati da soggetti pubblici per 161 milioni e di cui oggi si parla, come cifra di vendita, di un valore che sta tra i 320 e i 330 milioni".