(Adnkronos) - "Il nostro modello di business - aggiunge Daniele Ferrari - punta a valorizzare le competenze tecnologiche e ingegneristiche interne e le sinergie di prodotti con la chimica tradizionale, in network con partner internazionali di eccellenza, in modo che la chimica da rinnovabili possa sviluppare al meglio il suo potenziale di innovazione, contribuendo a rinnovare e far crescere un'industria strategica per il nostro Paese". L'impianto di Matrìca si avvale di una tecnologia diversa da quelle esistenti: non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell'olio vegetale e permette di produrre intermedi noti come acido azelaico, acido pelargonico, e nuovi prodotti proprietari, attraverso un processo sicuro e a basso impatto ambientale. Risultato che rappresenta "un passaggio chiave di un cammino iniziato più di 20 anni fa da un testardo gruppo di ricercatori che partendo dalla filiera delle bioplastiche sta portando alla realizzazione qui in Sardegna della prima bioraffineria integrata di terza generazione nonchè alla trasformazione di altri siti in Italia", racconta Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont e Matrìca.