Vicenza, 19 giu. (Adnkronos) - Un danno all'erario di 4,6 miliardi di euro, una perdita di 110mila posti di lavoro all'anno e un giro d'affari illegale da quasi 7 miliardi. Queste le stime della contraffazione in Italia, vero e proprio freno allo sviluppo del sistema economico. La violazione delle regole di mercato rende non competitive quelle imprese che invece seguono le regole e in questo contesto nazionale s'inserisce il Veneto, motore del Paese con 146 miliardi di euro di Pil, pari al 9,4% del prodotto interno lordo italiano, che è fortemente penalizzata da contraffazione ed illegalità. In questo campo le Camere di Commercio sono da anni impegnate nel settore della sicurezza dei prodotti attraverso controlli finalizzati alla difesa di salute e sicurezza dei consumatori:, oltre alla tutela della concorrenza leale tra imprese. Nell'ultimo anno le Camere di Commercio hanno svolto quasi 6mila verifiche garantendo su tutto il territorio nazionale una preziosa attività di vigilanza, che rischia di sparire con la cancellazione delle Camere. Potrebbero anche interrompersi tutte le attività del Sistema camerale a supporto di prevenzione e contrasto ai fenomeni dell'illegalità lasciando terreno fertile per lo sviluppo e l'ampliamento della criminalità organizzata. Lo scenario è stato tracciato stamane alla Fiera di Vicenza durante la presentazione del rapporto "La situazione economica del Veneto", curato dal Centro Studi Unioncamere Veneto giunto alla 47esima edizione. A fare gli onori di casa Paolo Mariani, presidente Cciia di Vicenza e Fernando Zilio, presidente Unioncamere Veneto. Sono intervenuti Antonio Selvatici, consulente commissione parlamentare sul fenomeno della contraffazione, ed Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Veneto. (segue)