(Adnkronos) -"L'applicazione della nuova Pac, declinata per l'Italia dal Ministero delle Politiche agricole e dalle Regioni, non aiuta. Dal 2015 gli allevatori percepiranno il 50% dei pagamenti diretti. Un taglio che inoltre vede penalizzate le aziende che possiedono meno terreni, visto che il plafond degli stanziamenti non sarà calcolato sul numero dei bovini, ma suddiviso a seconda degli ettari dell'impresa agricola - riassume Giuliano Marchesin, relatore all'Eurocarne 2015 Road Show di Legnaro - Il rischio è che i finanziamenti si disperdano in mille rivoli, considerando, poi, che il tetto minimo di 250 euro, contro i 400 richiesti dagli allevatori, per la presentazione di domande di contributo Pac ha avuto come risultato la moltiplicazione delle istanze: 20mila solo in Veneto". "Il leitmotiv è comunque sempre lo stesso: la coperta, per quanto la si tiri, è sempre più corta e le previsioni sul 2015 non sono confortanti: le richieste di contributi del settore zootecnico nazionale ammontano a 169 milioni di euro, a fronte dei 66 milioni che saranno effettivamente erogati sotto forma di premi accoppiati ai bovini allevati. Numeri che per la zootecnia da carne made in Veneto significano una strada in salita", ne è convinto Giuliano Marchesin, che ha presentato oggi a Legnaro i pilastri del Piano carni bovine nazionale: "Se non si portano a compimento le azioni progettate dagli allevatori e condivise dalla filiera entro il 2014 - ha spiegato all'Osservatorio Eurocarne - e con il mercato tradizionale caratterizzato da "carne anonima", sarà veramente la fine de settore. Nasce da qui la proposta degli allevatori di istituire un marchio di qualità per identificare la carne 100% made in Italy che tuteli il cliente finale e rilanci i consumi".(segue)