Milano, 12 nov. (Adnkronos) - Se è difficile tagliare la spesa pubblica, ancora più difficile è ridurla in modo intelligente e senza compromettere la qualità dei servizi. A questa questione ha cercato di dare risposte il decimo convegno nazionale sulle Garanzie e Tutele sociali, 'Spendere meno, spendere meglio: proposte per una spesa pubblica di qualità', tenutosi oggi alla Bocconi di Milano e organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti commerciali di Milano. Durante il convegno è stata anche presentata una ricerca sul modelli di valutazione della spesa, commissionata dall'Ordine all'università Bocconi. Alessandro Solidoro, presidente dell'Ordine di Milano, aprendo i lavori ha sottolineato come sia ormai condivisa la considerazione che in Italia la spesa pubblica sia troppo elevate rispetto alle capacità produttive e induca quindi una pressione fiscale tale da compromettere la competitività del nostro paese. Condivisione che invece manca sulle ricette per tagliare la spesa, divise tra approcci più 'liberisti', che da meno spesa fanno discendere meno tasse e più sviluppo, e approcci più 'sociali', che sottolineano gli effetti penalizzanti dei tagli e l'opportunità di scongiurarli con il recupero dell'evasione. Il fine del convegno è stato quello di analizzare non tanto l'entità della spesa, ma la qualità e quindi gli strumenti che possono concorrere al suo efficientamento. Quindi i commercialisti milanesi, ha spiegato Solidoro, sono interessati a verificare se e come sia possibile minimizzare gli inevitabili effetti sociali dei prossimi diciassette anni in cui l'Italia, unico paese europeo, prevede di ridurre il proprio debito con manovre sbilanciate sull'incremento della pressione fiscale, invece che sulla riduzione della spesa pubblica. In sintesi l'Ordine dei commercialisti milanesi pensa che si debba uscire dalla logica dell'emergenza fiscale, che sta mettendo a dura prova la certezza del diritto tributario e la capacità dei professionisti, attraverso un riequilibrio di azione tra entrate e uscite del bilancio pubblico e quindi attraverso una spending review intelligente. (segue)