Milano, 21 ott. (Adnkronos) - Del tutto illegittimi, ingiustificati e inutili: così Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, definisce i piani di abbattimenti dei cervi del Consiglio, in Veneto, e della Colmen, in Valtellina. Riguardo alla foresta del Cansiglio, zona protetta situata fra le province di Treviso, Pordenone e Belluno, l'ex ministro evidenzia che da un lato non sono disponibili dati scientifici relativi al numero di cervi effettivamente presenti (si parla di 1.200 o 2mila esemplari, rei di 'rubare' il foraggio alle aziende zootecniche), dall'altro lato la decisione di abbatterli è stata presa senza verificare preventivamente l'eventuale inadeguatezza dei sistemi incruenti, come previsto dalla legge sulla caccia. Sulla Colmen, invece, rischiano la vita 50 dei 250 cervi censiti, perché causa, secondo la Provincia, di un aumento degli incidenti stradali. "Appare del tutto improbabile - osserva Brambilla - che l'uccisione di alcune decine di esemplari induca gli altri ad abbandonare la zona. Sarebbe più logico convogliare gli animali, con recinzioni e passaggi obbligati, verso zone di attraversamento sicure. I problemi posti dalla convivenza tra uomo e animali selvatici non si risolvono semplicemente sopprimendo questi ultimi. Non è solo crudele, è troppo comodo".