Milano, 10 dic. (Adnkronos) - Gli immigrati in Italia non si curano per motivi economici. E' quanto emrge dal XIX Rapporto nazionale sulle migrazioni 2013, elaborato dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità). Da una rielaborazione dei dati Istat 2011 sulla mancata fruizione di cure dopo l'individuazione di una malattia per il 2011 (ultimo anno disponibile), emerge che l'11,2% di extracomunitari afferma di non essersi rivolto al servizio sanitario nonostante ne avesse bisogno, contro il 7% degli italiani. Il motivo di queste mancate cure è l'impossibilità di sostenere le spese mediche per ben quasi il 90% degli extracomunitari, contro circa il 70% degli italiani. Le liste d'attesa troppo lunghe sono invece percepite come un ostacolo alle cure soprattutto dai comunitari (il 16%, contro l'11,4% degli italiani), mentre non rappresentano alcun problema per gli extracomunitari (il 2,6%). La mancanza di assistenza per motivi economici riguarda anche le patologie dentali: il 18,5% degli extracomunitari dice di non essersi rivolto al dentista nonostante ne avesse bisogno, (contro l'11% degli italiani), e il oltre 93% precisa che non l'ha fatto per i costi eccessivi (contro il 75,6% degli italiani). Altri dati presentati nel rapporto mettono in luce la tendenza ad assumere alcuni comportamenti degli italiani come quelli riproduttivi (numero di figli per donna e età al parto) da parte degli immigrati regolari. Ciò è sicuramente riconducibile, tra le altre ragioni, alla riduzione delle differenze tra le due popolazioni rispetto a stili di vita e condizioni socio-economiche.