(Adnkronos) - Investimenti e base informativa sono le due grandi priorità dell'Autorità, che per il futuro punta a raggiungere livelli ottimali di economicità, efficienza ed equilibrio economico finanziario nelle gestioni. Ma senza trascurare la tutela del cliente finale e la salvaguardia del territorio. Oggi le perdite superano il 30%, gli impianti di depurazione non arrivano a coprire il 30% della cittadinanza e il 15% non ha sistemi fognari. Secondo le stime dell'Autorità, sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono oltre 25 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. "Una somma imponente - ha commentato il presidente dell'Authority - che non può essere assolta caricando solo le tariffe". Per questo l'Autorità è orientata allo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative come gli hydrobond, obbligazioni vincolate al finanziamento di piani di investimento, emessi dai gestori idrici ai quali potrebbero aderire i cittadini, non essere necessariamente utenti. "Gli investimenti - ha sottolineato Bortoni - serviranno da una parte a garantire la risorsa acqua con caratteristiche di qualità degne di un paese moderno; dall'altra a potenziare la depurazione, per migliorare la salute dell'ambiente e consegnare alle future generazioni un Paese in condizioni migliori di quelle attuali". Infine si è prestata particolare attenzione alla riduzione delle perdite derivanti dalla morosità, molto elevata nel settore idrico e gravante per una buona parte sulle bollette dei cittadini che pagano regolarmente. "Il problema della morosità - ha affermato Bortoni - deve essere affrontato in maniera radicale. Basti pensare che rispetto alle forniture energetiche, pure più care, che sono interessate da morosità per l'1,8% del fatturato complessivo, il settore idrico conta sofferenze pari al 4,5% del totale".