Torino, 15 ott. - (Adnkronos) - Vedono nero gli artigiani torinesi che, sempre più preoccupati per fatturato, occupazione e massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, non intravvedono segnali di ripresa per l'autunno, anzi, anche per il secondo semestre dell'anno confermano aspettative negative. A rilevarlo l'indagine congiunturale realizzata da Cna Torino su un campione di 350 imprese artigiane, 50 piccole industrie e altrettante imprese commerciali della provincia di Torino. In particolare, il saldo tra imprenditori che prevedono di aumentare il proprio fatturato e imprenditori che prevedono di diminuirlo è pari a -6.2 punti, che significa che il 15.9% degli imprenditori pensa di aumentarlo contro il 22.1% che lo prevede in diminuzione. Il peggioramento delle attese è, peraltro, coerente con le risposte fornite in relazione alle previsioni sugli ordinativi che risulterebbero in aumento solo per il 14% delle imprese e in diminuzione per il 22.5%. A pesare negativamente sulle previsioni sia la debole capacità di pianificazione sia le incertezze legate al quadro politico. Peggiore delle aspettative anche i dati del primo semestre: tra gennaio e giugno, il 40% delle imprese ha riscontrato un fatturato in calo (rispetto ad una previsione del 27.9%), il 47% un fatturato invariato e il 13% un aumento. In sofferenza tutti i settori, in particolare, registrano fatturati in calo il 50% delle ditte del legno-arredo (dall’inizio della crisi uno dei settori più colpiti) e dell’alimentare. Inoltre, si acutizzano le perdite dei centri estetici e degli autoriparatori dove il 50% degli intervistati dichiara fatturati in calo. Fatturati negativi anche per il 40% degli impiantisti, il 38% delle imprese delle costruzioni, il 38% di quelle di trasporto merci e il 32% delle imprese metalmeccaniche' Infine nel settore comunicazione registrano perdite il 25% delle aziende. (segue)