Torino, 19 giu. - (Adnkronos) - "Lo stabilimento di Indesit di None non deve chiudere. Lo abbiamo ribadito oggi al tavolo ministeriale portando una serie concreta di proposte per evitare l'ennesima delocalizzazione. Anche le rappresentanze sindacali hanno accolto in modo positivo le nostre proposte, auspicando che ora il ministero dello Sviluppo Economico faccia la sua parte portando nei prossimi giorni il proprio contributo". Cosi' Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte, al termine dell'incontro su Indesit organizzato al Mise per fare ilpuntosul futuro delo stabilimentodi None, nel pinerolese,per il quale l'azienda ha annunciatola cghiusura e il conseguente trasferimento delle produzioni in Polonia. "Non siamo disponibili come Regione a subire passivamente la cancellazione, stabilimento per stabilimento, del nostro tradizionale tessuto manifatturiero - continua Porchietto - la crisi dell'Indesit in Piemonte e' solo l'inizio della crisi di un intero comparto. Il settore dell'elettrodomestico occupa 130mila persone in Italia. Un terzo di loro rischia di andare a casa. L'intero settore e' il primo in Italia per quote di commercio internazionale ed e' secondo per saldo commerciale, ma il costo del lavoro medio in Italia e' del 50% piu' caro che nei paesi in via di sviluppo e molte aziende, come l'Indesit, stanno rapidamente delocalizzando le produzioni. Proprio per questo abbiamo chiesto di aprire a livello nazionale un tavolo di crisi per tutto il comparto dell'elettrodomestico. La progressiva perdita di competitivita' in questo settore non e' solo un dramma per le famiglie dei lavoratori messi in mobilita' ma rappresenta un danno strutturale per l'intero paese". "Il tavolo di crisi - conclude Porchietto - e' stato riaggiornato a mercoledi' prossimo cosi' come richiesto dall'azienda. La Regione Piemonte ha lanciato proposte concrete ora auspichiamo che anche l'azienda faccia la sua parte, utilizzando questa settimana non solo per posticipare una decisione gia' presa ma per studiare realmente una via d'uscita che permetta di continuare la produzione in Italia".