Bruxelles, 21 giu. (Adnkronos/Aki) - Duro atto di accusa da parte dell'Europarlamento nei confronti di "quattro grandi stati membri", Italia, Francia, Germania e Portogallo secondo fonti parlamentari, che si rifiutano di fornire i dati sui loro conti pubblici, in particolare le informazioni sui costi dei sistemi pensionistici e del salvataggio delle banche. Tanto che l'Aula ha deciso di interrompere i negoziati con il Consiglio sulla nuova legislazione Ue per rafforzare la governance in materia, non a caso, di trasparenza delle informazioni sui conti pubblici nazionali e regionali. "Sono appena passati tre anni e alcuni governi Ue sono ancora incredibilmente ciechi davanti alle lezioni di base per uscire dalla crisi del debito sovrano", ha puntato il dito il capo negoziatore del parlamento, la presidente della commissione affari economici Sharon Bowles, che ha sottolineato il paradosso in corso tra Bruxelles e Lussemburgo, dove e' riunito l'Eurogruppo. "Mentre i ministri delle finanze stanno discutendo delle modalita' per risolvere la crisi, gli stati membri stanno contemporaneamente rifiutando di rendere noti dati chiave sui passivi pubblici legati alle pensioni e ai 'bailout' delle banche, rendendo difficile credere che possano avere successi i negoziati sulla futura unione bancaria", ha attaccato. La presidenza danese di turno dell'Ue ha infatti annunciato ai negoziatori dell'Aula che "una minoranza di blocco di quattro grandi stati membri" si "oppone fermamente" alla fornitura dei dati sul debito derivanti da pensioni, banche e societa' pubbliche che "hanno un ampio impatto sui bilanci" statali. "Con il ricordo ancora fresco delle disastrose conseguenze delle frodi in Grecia, il Parlamento ritiene che gli stati membri stiano tenendo un comportamento altamente irresponsabile", ha avvertito la Bowles i paesi dell'emergente "coalizione dei timidi" che "cerca di svicolarsi" dagli impegni presi con il six pack. "Questa non e' la strada verso la credibilita'", ha ammonito la caponegoziatrice.