Roma, 22 giu. (Adnkronos) - "I dati diffusi oggi dall'Istat sulla fiducia dei consumatori non possono purtroppo meravigliare, anche se destano grande preoccupazione". Secondo Confesercenti, "il calo della fiducia registrato -ai minimi dal 1996, data di inizio delle serie storiche- e' il risultato non solo della lunga recessione, ma anche di un'eccessiva pressione fiscale, che ha compresso i consumi, e della visibile assenza di un piano per tornare a crescere". "In questo quadro, diventa ancora piu' decisivo il vertice di oggi a Roma tra i leader di Italia, Francia, Spagna e Germania: e' necessario infatti delineare una politica comune europea orientata alla crescita, per far ripartire le economie del continente e uscire dalla crisi, lanciando cosi' un segnale di fiducia ai cittadini italiani -continua Confesercenti-. Che hanno pagato duramente le difficolta' della situazione economica, ma non hanno ancora perso le speranze nelle possibilita' dell'Europa: va ricordato infatti che, secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, il 58% dei nostri connazionali e' convinto che l'Euro, anche se con difficolta', superera' la crisi attuale, mentre addirittura un 11% e' ancora piu' fiducioso e non vede pericoli di sorta. La pattuglia dei pessimisti ad oltranza, invece, e' relegata ad appena il 17%. Rischia pero' di crescere alimentata da incertezze e sentimenti di sfiducia, che vanno invece contrastati con decisioni rapide ed efficaci".