Matera, 16 dic (Adnkronos) - Il fronte anti-petrolifero si sposta dall'Adriatico allo Jonio. Tre regioni, Basilicata, Calabria e Puglia, sono mobilitate per evitare la concessione ministeriale per permessi di ricerca di petrolio e gas nello Jonio settentrionale e nel Golfo di Taranto. Due compagnie - Shell e Apennine Energy - hanno presentato in tutto quattro richieste di prospezione sismica sui fondali per verificare la presenza di depositi di idrocarburi con la tecnica del "air gun", il forte getto d'aria a riflessione. Domani sara' una giornata di mobilitazione, non solo di adesioni istituzionali ma soprattutto di persone che si sono date appuntamento a Policoro (Matera) per una marcia aperta dallo slogan "No alle trivelle" sul mar Jonio. C'e' il timore, infatti, che i depositi di petrolio e gas siano realmente presenti sui fondali jonici e che cio' porterebbe poi a delle vere autorizzazioni con piattaforme marine per l'estrazione. E' un rischio che l'agricoltura ed il turismo dello Jonio non vogliono correre e quindi il "no" arriva gia' in questa fase, in cui le compagnie chiedono di "sondare". La Puglia e' gia' stata in prima linea sull'Adriatico sia insieme a Molise ed Abruzzo sia per la difesa delle Isole Tremiti. Stavolta sono maggiormente interessate Basilicata e Calabria e nella regione lucana tale questione getta il sale sulle mai rimarginate ferite che nell'opinione pubblica comporta lo sfruttamento massiccio delle fonti fossili in Val d'Agri. (segue)