Roma, 11 giu. (Adnkronos) - In Italia la Coca Cola rappresenta per l'economia un valore aggiunto pari a 3.163 milioni di euro, equivalente allo 0,21% del Pil: il 40% di tale cifra, pari a circa 1.251 milioni di euro, e' versato sotto forma di tasse allo Stato il che equivale allo 0,37% del totale delle entrate fiscali in Italia. Sono i risultati dell'analisi, basata sui dati 2010, sull'impatto del mondo Coca Cola e della sua 'supply chain' in Italia condotta da Ethan B. Kapstein, professore di Economia Politica presso l'Insead, Institut Europe'en d'Administration des affaires , scuola internazionale di direzione aziendale con sede a Fontainebleau in Francia. Sul fronte dell'occupazione Coca cola impiega direttamente 3.300 dipendenti mentre i posti di lavoro creati a livello diretto e indiretto sono pari a circa 45.300, equivalente allo 0,18% della forza lavoro totale a livello nazionale. In pratica ad ogni posto di lavoro diretto corrispondono 13 posti di lavoro indiretti all'interno dell'economia italiana. Nel corso della conferenza con cui l'economista statunitense ha presentato lo studio sull'azienda, i cui dati nel 2011 sono rimasti in linea con l'anno precedente, e' stato chiarito come le bevande del marchio, spesso considerate dai consumatori come provenienti da un'unica impresa multinazionale con sede ad Atlanta (Usa), sono in realta' prodotte in diversi paesi ad opera di societa' di imbottigliamento locali che acquistano i concentrati direttamente da The Coca-Cola Company. Le societa' di imbottigliamento creano dunque posti di lavoro, sostengono l'occupazione e generano redditi ed entrate fiscali in tutti i settori dell'economia, grazie all'acquisto di beni e servizi e alla vendita dei propri prodotti, attraverso una capillare rete distributiva. "Nel processo di produzione, confezionamento, promozione e distribuzione dei suoi prodotti al cliente finale, Coca-Cola agisce quindi come un'impresa prevalentemente locale, stimolando l'attivita' economica lungo l'intera catena del valore" ha spiegato Kapstein.