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Imprese: Torino, Camera commercio e Unione industriale studiano per nuovi investimenti

domenica 17 giugno 2012

2' di lettura

Torino, 11 giu. - (Adnkronos) - Attarre imprese per contribuire a rilanciare l'economia torinese e creare nuovi posti di lavoro E' l'obiettivo dell'indagine promosso da CaMera di Commercio e Unione Industriale in collaborazione con il Centro estero per l'Internazionalizzazione. Lo studio, i cui risultati si conosceranno a fine anno, si articolera' in cinqie filoni: 'Analisi storica della presenza di imprese estere in provincia di Torino dal secondo dopoguerra ad oggi', 'Analisi del grado di soddisfazione delle multinazionali presenti nel territorio torinese', 'Analisi dell'attrattivita' di Torino comparata con quella delle altre maggiori citta' italiane ed europee', 'Analisi delle politiche di attrazione degli investimenti esteri dei paesi confinanti, in particolare Francia, Svizzera, Austria e Slovenia', 'Individuazione di alcune possibili linee di intervento finalizzate a migliorare l'attrattivita' del capoluogo piemontese'. "Vogliamo far emergere i fattori che possono rappresentare una leva significativa per le strategie di attrazione di investimenti esteri nel nostro territorio - spiega Alessandro Barberis, presidente dell'ente camerale - si tratta di un impegno che la Camera di commercio di Torino porta avanti ormai da anni con studi e mappature e che ora, grazie anche alla collaborazione dell'Unione Industriale, si arricchisce di una preziosa attivita' di benchmarking". "Torino - aggiunge Gianfranco Carbonato, presdente dell'Unione Indusriale - sta pagando forse piu' di altre aree gli effetti della crisi, ma non per questo ha smarrito o ridimensionato i suoi fattori di eccellenza che vanno rilanciati e rinvigoriti, per tornare ad essere dei veri fattori attrattivi. L'indagine che abbiamo avviato ha proprio questo obiettivo: guardare al passato per trovare nuovi stimoli per il futuro". "Le relazioni delle multinazionali estere con il sistema locale di fornitura e di R&S costituiscono una chiave di sviluppo determinante per il loro radicamento e per l'attrazione di nuovi investimenti - conclude Giuseppe Donato, presidente di Ceipiemonte - nel contempo occorre che il governo intervenga sulle cause di bassa competitivita' che rendono titubanti gli investitori esteri, tra cuila scarsa certezza del diritto e durata eccessiva dei procedimenti, il carico fiscale elevatoi"'.

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