Venezia 12 giu. (Adnkronos) - Per contrastare la pratica illegittima delle "dimissioni in bianco", cioe' le false dimissioni volontarie fatte sottoscrivere al momento dell'assunzione da parte dei datori di lavoro che intendono cosi' aggirare la normativa sui licenziamenti, servono norme precise e puntuali sanando il vuoto che si e' venuto a creare nelle legislazione italiana con l'abrogazione della legge 188/2007. E' quanto afferma il Consiglio regionale del Veneto con la mozione presentata dal consigliere regionale Pietrangelo Petteno' (Federazione della Sinistra veneta) e approvata all'unanimita' che chiede a Governo e Parlamento di ripristinare il divieto delle dimissioni in bianco e di emanare una legislazione di contrasto al fenomeno. "A cominciare - suggerisce Petteno' - da norme che scoraggino tale pratica nei bandi di gara e negli appalti della pubblica amministrazione". Secondo il rapporto Istat 2011, sono state circa 800 mila le persone licenziate, quasi sempre donne, attraverso la pratica illegale delle presunte dimissioni volontarie. I motivi piu' ricorrenti dell'ingiustificato licenziamento sono la gravidanza, la maternita', una malattia, l'eta', i rapporti con il sindacato. Sono intervenuti per annunciare il voto favorevole del proprio gruppo i consiglieri Antonino Pipitone (Idv), Nereo Laroni (Pdl), Laura Puppato (Pd)e Arianna Lazzarini (LN).