(Adnkronos) - Precisamente si tratta di cinque istanze, che sono state esposte al ministro Gnudi e sulle quali sara' articolato il documento programmatico: la 'defiscalizzazione' degli investimenti relativi alle ristrutturazioni delle imprese ricettive; l'affidamento della attivita' di concessione dei visti turistici ad Enit al fine di garantire il finanziamento delle attivita' di promozione del brand Italia; la soppressione della imposta di soggiorno e, in caso di diniego, l'applicazione 'armonizzata' su base nazionale trasformandola contestualmente in tassa di scopo, che aiuti a realizzare servizi e migliorare la competitivita' del territorio; la creazione di un Fondo destinato alle piccole e medie imprese turistiche; il rafforzamento della competitivita' delle imprese a partire dall'adeguamento dell'aliquota Iva in relazione ai competitor europei. Le Regioni e le Province Autonome presenteranno al governo le proposte elaborate e, contemporaneamente, apriranno un confronto con il Parlamento, le Autonomie locali e le associazioni di categoria, per giungere concretamente all'approvazione dei provvedimenti di legge. Il ministro Gnudi, destinatario delle proposte programmatiche, ha condiviso la necessita' di inserire il turismo in primo piano nell'agenda di governo e quella di istituire un gruppo di lavoro comprendente governo, Regioni e commissioni parlamentari che si occupi della redazione del Piano strategico, progetto apprezzato dalla Commissione. Nel suo intervento l'assessore Crisponi ha stigmatizzato l'assenza sul posto del ministro "rappresentante di un governo che ha lasciato tante questioni aperte in un territorio sofferente come quello sardo e, in particolare quello maddalenino". "Le Regioni - aggiunto l'esponente della Giunta regionale - sono 'agguerrite' e intendono incalzare il governo per le sue disattenzioni, aggravate dalla crisi contingente, verso il comparto e verso tematiche di stretta attualita', ossia concessioni demaniali, classificazione del comparto ricettivo, fiscalita' di vantaggio, senza dimenticare il 'male atavico', mai risolto, rappresentato in Sardegna dai trasporti". (segue)