Udine, 13 giu. - (Adnkronos) - In Friuli Venezia Giulia non si ferma il crollo dell'edilizia. La crisi del settore, che nel periodo 2008-2011 ha cancellato in regione 700 imprese e 3.500 posti di lavoro, sembra addirittura acuirsi nei primi mesi del 2012. A lanciare l'allarme il segretario regionale della Fillea-Cgil Villiam Pezzetta, nel corso del direttivo regionale della categoria, riunito a Udine, alla presenza del segretario regionale della Cgil Franco Belci. Dopo aver visto nel 2011 una nuova flessione tra le imprese (-124) e i lavoratori (-527) iscritti alle quattro casse edili della regione, con la sola Trieste in controtendenza, il calo delle commesse pubbliche e private continua quest'anno. Un primo indicatore negativo, in attesa dei dati 2012 delle casse edili, arriva dalla cassa integrazione, che nel periodo gennaio-aprile e' cresciuta non solo nella gestione ordinaria dell'edilizia (+3%), ma anche, e in maniera piu' accentuata, in quella straordinaria e nei trattamenti in deroga, triplicati rispetto ai primi quattro mesi del 2011. "Non e' solo il frutto della recessione: stanno venendo al pettine, come abbiamo evidenziato anche in occasione degli 'stati generali' delle costruzioni, anche i limiti di un sistema che paga l'eccessiva polverizzazione delle aziende, il nanismo imprenditoriale, la frammentazione in appalti e subappalti che riduce i costi ma rende tutto il tessuto piu' debole, penalizzando la qualita' e la tutela dei lavoratori", denuncia Pezzetta, che giudica indispensabile una rapida approvazione, da parte del Governo, dei decreti sviluppo e infrastrutture. (segue)