Venezia, 15 giu. (Adnkronos) - E' stata raggiunta oggi, nell'ambito di una riunione tenutasi nello stabilimento di Santa Maria di Sala, una ipotesi di accordo tra sindacati, Rsu e azienda sulla vertenza della Safilo che aveva messo, circa un mese fa, sul piatto mille esuberi in seguito alla perdita della licenza del marchio Armani passato a Luxottica. Tre le mosse strategiche concordate da sindacati ed azienda: un piano di potenziamento industriale e di rilancio commerciale, un maxi contratto di solidarieta', percorsi di riqualificazione per una parte dei lavoratori. Ad oggi sono 3.500 i lavoratori occupati tra Padova, Santa Maria di Sala e Longarone. L'esubero lavorativo, non piu' di personale, ridotto ad un equivalente di circa 670 occupati (non verranno tra l'altro rinnovati 114 contratti a termine in scadenza), sara' distribuito tra i lavoratori dei tre siti produttivi italiani (Longarone, Santa Maria di Sala e Martignacco) e della sede di Padova con una riduzione dell'orario di lavoro coperta, per l'aspetto salariale e contributivo, dal ricorso ad una cassa integrazione straordinaria nell'ambito di un contratto di solidarieta' della durata di 24 mesi. Safilo si e' impegnata a cancellare ogni progetto di esternalizzazione di alcune produzioni che rimarranno quindi interne. Gia' questo comporta la riduzione di circa 114 esuberi. Per fare un esempio: la galvanizzazione rimane a Longarone e non viene trasferita nello stabilimento di Suzhou in Cina dove si producono i semilavorati. Cento esuberi saranno poi cancellati riportando in aziende altre lavorazioni oggi affidate a terzi. Accanto a cio' l'azienda prevede una riorganizzazione della rete di vendita (gia' annunciata ed avviata) e la ricerca di nuovi marchi da produrre valorizzando anche le capacita' e le professionalita' presenti nei processi di industrializzazione dei prodotti. (segue)