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Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza: contro la crisi lavoro e fisco equo

domenica 17 giugno 2012

2' di lettura

Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - Palloni rossi, verdi e blu, rullo di tamburi, biglietti e tanti, ma tanti cori contro il ministro del lavoro Elsa Fornero. Parte cosi' da piazza Esedra, la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil che chiede al governo un sostanziale cambio di rotta nella politica economica; meno tasse piu' occupazione dicono in sostanza all'unisono i leader Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Una marea di lavoratori e pensionati via via sfila in corteo; "siamo oltre centomila", annuncia lo speaker. Foltissima la rappresentanza degli esodati, con magliette e striscioni 'anti-Fornero': "ora sto anch'io tra i trecentomila anziani e forti... ma non siamo morti", si legge su una delle piu' gettonate. Alla 'rabbia' degli esodati si somma quella dei lavoratori precari, che continuano a scandire slogan pesanti all'indirizzo del ministro del Lavoro. "Vogliamo una svolta, vogliamo la crescita che non si fa con un aumento di tasse ne' con una riduzione di stipendi e pensioni. Vogliamo una terapia contraria a quello che il governo sta mettendo in pratica", dice il leader della Cisl Raffaele Bonanni. In piazza, oggi a Roma, ci sono "le ragioni del cambiamento" afferma il leader della Cgil, Susanna Camusso. "La politica di rigore ha prodotto iniquita' e non ha dato risposte al lavoro e allo sviluppo. Chiediamo un cambiamento dell'agenda nella politica senza il quale non ci potranno essere prospettive per il paese", aggiunge. "Fornero corregga il suo errore perche' gli esodati sono il simbolo dell'iniquita', della spregiudicatezza del governo e sono anche il frutto malefico della mancanza di confronto e di concertazione". sottolinea ancora Bonanni. E anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, punta il dito contro la politica del governo, soprattutto sulla platea degli esodati. "Siamo in piazza per difendere quelli che stanno perdendo il lavoro o rischiano di perderlo a causa di un governo che ha creato persone che non sanno piu' se hanno un lavoro o una pensione. A forza di annunci sulla crescita siamo finiti in recessione", aggiunge.

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