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Fiat: Fiom, dica verita' a Paese, ora servono assemblee lavoratori

domenica 23 settembre 2012

2' di lettura

Roma, 18 set. (Adnkronos) - La Fiat deve dire la verita' al Paese e il Governo non deve "aspettare" telefonate ma deve convocare il gruppo e la proprieta' per chiedere cosa intendano fare. E' la richiesta contenuta in un volantino diffuso oggi dalla Fiom, per la quale devono essere ora indette assemblee dei lavoratori per discutere del futuro della Fiat in Italia."In questi giorni molti si stupiscono, con molti imbarazzi, dell'annuncio formale da parte di Fiat della fine del piano Fabbrica Italia, fine peraltro piu' volte annunciata dalla stessa Fiat nell'ultimo anno. Noi non siamo sorpresi, dei 20 miliardi di investimenti, poco piu' di un miliardo risulta attivato sull'automobile", sottolinea la Fiom. "Quest'anno - prosegue- si produrranno in Italia circa 400 mila vetture a fronte del milione e 400 mila promesse dal piano, proseguono la cassa integrazione e i contratti di solidarieta' nel veicolo industriale". "La Fiat - afferma la Fiom - non ha mai condiviso il suo piano industriale ne' con il Governo, ne' con i sindacati che hanno firmato le intese fino al Ccsl Fiat. La Fiat ha voluto le mani libere nel nostro paese ed oggi, complice anche una sbagliata valutazione sulla crisi, consegna al paese stabilimenti attraversati da una cassa integrazione in crescita, che abbatte i salari e il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori". "E' urgente che la Fiat dica la verita' sullo stato degli investimenti sui modelli, sulla saturazione degli impianti e sull'occupazione in Italia. Serve che il Governo - evidenzia la Fiom - non aspetti 'telefonate', non chieda chiarimenti su un piano che, per stessa ammissione dell'azienda, non c'e' piu', serve invece che il governa dica con chiarezza se considera la difesa e lo sviluppo dell'impresa automobilistica in Italia strategico per il nostro paese. E sulla base di questa convinzione convochi la Fiat e chieda alla proprieta' della Fiat (Famiglia Agnelli-Elkann) cosa intenda fare per contribuite all'interesse nazionale non escludendo, se servisse, l'attrazione nel nostro paese di nuovi produttori di auto in grado di rilevare, saturare e valorizzare gli impianti e marchi che la Fiat non e' piu' in grado di sostenere".

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