«Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo dalla finestra sto lavorando?» si chiedeva Joseph Conrad, ed è probabilmente la stessa domanda che si porrà d'ora in poi anche Kevin Warsh. Un grande scrittore e il nuovo presidente della Fed hanno in comune una finestra come fonte d'ispirazione, il primo per scrivere capolavori e il secondo per pilotare quella che è ancora la più importante economia del pianeta.
Così ha detto nell'ultima conferenza rispondendo in maniera affrettata alle domande dei giornalisti: io guardo fuori dalla finestra e cerco di interpretare quello che vedo.
L'impressione è che dalla finestra di Eccles Building stia vedendo il mondo in fiamme (metafora dei prezzi al rialzo, leggi inflazione) e per placare l'incendio ha subito agito con un rialzo dei tassi che molti hanno interpretato come il primo di un nuovo ciclo restrittivo. Per la cronaca in passato solo una volta, negli anni '90, la Fed ha fatto un rialzo e poi si è fermata. Un rialzo che definisco incoerente. Due anni fa fu proprio Kevin Warsh a criticare le mosse di Powell, due tagli dei tassi a ridosso delle elezioni presidenziali, evidentemente le Midterm sono elezioni di serie B. Kevin Warsh l'incoerente, un personaggio che sto cercando di studiare, anche il mercato sta prendendo le misure, per il momento si presenta come un uomo sbrigativo, stringato, con una disciplina militaresca, e un incoerente. A Jackson Hole ribadì di non amare la "forward guidance", ma come dalle montagne del Wyoming, anche a Washington ha ripetuto che se l'inflazione rimarrà persistente sarà costretto a agire sui tassi, quindi ha dato un'indicazione sul futuro, ergo è incoerente.
Kevin Warsh "due facce". Questa volta però i mercati hanno reagito con leggerezza, probabilmente rassicurati dalla compattezza e dall'indipendenza dimostrata dalla Fed. Rimpiangeremo J. Powell?
Questa è stata anche la settimana in cui molti di noi hanno celebrato l'anniversario del fallimento della Lehman Brothers, addì 15 settembre 2008. Ricordate quel lunedì?
Non rimane marchiato come l'11 settembre 2001, ma per chi c'era è forse peggio, perché quel lunedì mattina, l'alba di un nuovo giorno, i mercati bruciavano come fosse la fine del mondo. Ci sarebbero tante cose da ricordare di quei concitati momenti, ma una in particolare potrà essere utile al lettore e cioè che fino all'ultimo erano tutti convinti che Lehman sarebbe stata salvata. E un'altra cosa, quasi nessuno, Roubini e pochi altri, parlava di rischio bolla immobiliare. Notate qualcosa rispetto al clima di oggi? Sono tutti allarmati per il rischio "Bolla AI", per questo io continuerò a rimanere tranquillo al rialzo, guardando la finestra, aspettando che la bolla cominci a gonfiarsi. Credetemi, ci vorrà molto tempo.
PETROLIO: è questa "l'onda nera" che fa paura ai mercati, se scende è un boost per il tech. Spazi di discesa anche fino a $80.
SMCI: rimango buy sul titolo, sopra $42 spicca il volo.
CRML: buone notizie, ma la conferma rialzista è sopra $10.