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Messaggio di Papa Francesco su Gerusalemme e Corea

domenica 14 gennaio 2018

2' di lettura

Città del Vaticano, 8 gen. (AdnKronos) - Rispettare lo status internazionale di Gerusalemme riconosciuto dall'Onu: è quanto chiede Papa Francesco nel discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ricevuto in udienza nella sala Regia del palazzo Apostolico in Vaticano, per la tradizionale cerimonia di auguri per il nuovo anno. Il Pontefice, per l'occasione, rivolge "un pensiero particolare a israeliani e palestinesi, in seguito alle tensioni delle ultime settimane. La Santa Sede, nell’esprimere dolore per quanti hanno perso la vita nei recenti scontri, rinnova il suo pressante appello a ponderare ogni iniziativa affinché si eviti di esacerbare le contrapposizioni e invita a un comune impegno a rispettare, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite, lo status quo di Gerusalemme città sacra a cristiani, ebrei e musulmani". Il Papa sottolinea che "settant’anni di scontri rendono quanto mai urgente trovare una soluzione politica che consenta la presenza nella Regione di due Stati indipendenti entro confini internazionalmente riconosciuti. Pur tra le difficoltà, la volontà di dialogare e di riprendere i negoziati rimane la strada maestra per giungere finalmente a una coesistenza pacifica dei due popoli". COREA - Inoltre, per Begoglio, "è di primaria importanza che si possa sostenere ogni tentativo di dialogo nella penisola coreana, al fine di trovare nuove strade per superare le attuali contrapposizioni, accrescere la fiducia reciproca e assicurare un futuro di pace al popolo coreano e al mondo intero". "Il disarmo integrale e lo sviluppo integrale sono strettamente correlati fra loro. D’altra parte, la ricerca della pace come precondizione per lo sviluppo implica combattere l’ingiustizia e sradicare in modo non violento le cause della discordia che portano alle guerre" sottolinea Papa Francesco. "La proliferazione di armi aggrava chiaramente le situazioni di conflitto e comporta enormi costi umani e materiali che minano lo sviluppo e la ricerca di una pace duratura - osserva il Pontefice - Il risultato storico raggiunto lo scorso anno con l’adozione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, al termine della Conferenza Onu finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante per proibire le armi nucleari, mostra come il desiderio di pace sia sempre vivo".

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