Beirut, 21 mar. - (Adnkronos/Aki) - E' di almeno 117 morti il bilancio, ancora provvisorio, delle violenze e dei combattimenti che anche oggi hanno insanguinato la Siria. Lo scrivono gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale in Siria sulla loro pagina Facebook. La maggior parte delle vittime, si legge, si e' registrata a Damasco e nei suoi sobborghi, dove si contano almeno 62 "martiri". Nella capitale, stando al bilancio fornito dalla tv di Stato siriana e dagli attivisti, almeno 20 persone sono rimaste uccise in un attacco sferrato da un kamikaze contro la moschea al-Imam, nel quartiere di al-Mazra'ah. Tra le vittime c'e' l'anziano shaykh sunnita Muhammed Said Ramadan al-Buti, ritenuto un sostenitore del regime di Bashar al-Assad. Al-Buti aveva criticato con forza le proteste antigovernative esplose in Siria nel marzo del 2011. La zona di al-Masra'ah, scrivono i Comitati su Facebook, e' "sotto il pieno controllo delle forze del regime". Altre 18 persone - secondo gli attivisti - sono morte a Homs, nove a Idlib, otto ad Aleppo e altrettante a Daraa. Da Hama arrivano notizie di sette vittime, due a Hassakeh, altrettante a Raqqa e una a Dayr az-Zor. Tra i 117 "martiri", stando agli attivisti, ci sono otto donne, quattro bambini e due persone morte sotto tortura.