Roma, 18 nov. (Adnkronos) - "Non cali il silenzio su questa storia: noi chiediamo che la signora Alma Shalabayeva e la figlia Alua possano lasciare Almaty e tornare subito in Italia". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Riccardo Olivo, dello studio Vassalli-Olivo, uno dei difensori della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. "La partita si gioca tutta in Kazakhstan -spiega il legale- dove bisognera' reiterare le richieste dei difensori perche' la signora e la figlia vengano messe in condizione di potersi allontanare a propria discrezione da quel Paese". "Per le autorità kazake -rimarca Olivo- lo scoglio da superare è unicamente rappresentato da una pendenza relativa a un accertamento su presunte responsabilità di Alma Shalabayeva nel rilascio di un passaporto del Kazakhstan, in favore suo e di alcuni familiari. Immaginiamo sia una situazione pretestuosa -sottolinea l'avvocato- ma se il procedimento è effettivamente in piedi, almeno lo concludano...". "I kazaki -fa notare ancora Olivo- hanno sostenuto che il provedimento è sospeso in attesa di avere non meglio definite informazioni da una serie di Paesi esteri. In questo modo, l'iter processuale può durare un numero del tutto esagerato di mesi. L'unica cosa che possiamo fare, oltre alle istanze -conclude il legale- è ricordare all'opinione pubblica la vicenda, perché non vengano consentite manovre dilatorie per tenere le due donne ferme in Kazakhstan, con queste inammissibili limitazioni che impediscono alla signora Alma di vedere gli altri suoi figli che vivono in Europa".