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Caso marò, appello di Latorre: ''No divisioni, risolvete questa tragedia''

sabato 30 marzo 2013

2' di lettura

Nuova Delhi, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - "Quel che vi chiediamo ora è non divisione ma, come i nostri fucilieri, mettetevi a braccetto, unite le forze e risolvete questa tragedia". E' l'appello di Massimiliano Latorre in una mail inviata al giornalista Toni Capuozzo, tramite il suo smartphone. Il testo verrà letto integralmente nel corso della puntata di 'Terra!' in onda oggi in seconda serata, su Retequattro (e riproposta in prime-time domani sera su Tgcom24). "Caro Toni - prosegue lo scritto - non ci serve ora sapere di chi sia stata la colpa", e tanto meno "porta a nulla che le forze politiche si rimbalzino le responsabilità. Come dicono i fucilieri: tutti insieme nessuno indietro". La costituzione del tribunale speciale che dovrà giudicare i due marò italiani potrebbe essere rinviata, hanno riferito fonti del ministero dell'Interno indiano citate dall'emittente Ibn. Il ministero avrebbe chiesto chiarimenti in merito all'ordine della Corte suprema sull'istituzione del tribunale. Inoltre, riferisce l'emittente, il ministero sta consultando gli alti gradi della magistratura indiana, tra cui il procuratore generale, in riferimento al caso. Domani il legale Giacomo Aiello raggiungerà i due marò a Nuova Delhi "per capire bene gli sviluppi di questa intricata vicenda". L'avvocato ha ammesso che la costituzione di un tribunale ad hoc, chiamato a esaminare il caso, "procede a rilento. Il 18 gennaio - ha spiegato all'Adnkronos - le autorità indiane avevano annunciato che ci sarebbe stata l'istituzione di questo tribunale, ma dopo due mesi siamo ancora al nulla di fatto o quasi". Dura la posizione del premier del Kerala, Oommen Chandy, che ha ribadito la sua convinzione che l'Italia non abbia nessuna giurisdizione sul caso. I due fucilieri italiani "non sono vittime della politica o delle emozioni del Kerala ma piuttosto delle loro stesse azioni criminali" ha detto Chandy, intervistato dall'emittente Ndtv. "Il processo deve essere in India perché hanno sparato a due pescatori indiani su una barca indiana, non c'è alcuna ragione - ha sottolineato - per cui l'Italia debba processare i due marines".

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