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Siria: Obama alla nazione, dobbiamo agire

domenica 15 settembre 2013

2' di lettura

Washington, 11 set. - (Adnkronos) - Nonostante i "segnali incoraggianti" delle ultime ore, Barack Obama continua a chiedere con forza il sostegno degli americani ai raid contro il regime siriano se la diplomazia fallira'. In diretta dalla Casa Bianca, in un intervento di circa mezz'ora trasmesso poco dopo le 9 di sera, il Presidente Usa ripete che nella crisi "sono in gioco i nostri ideali e i nostri principi assieme alla nostra sicurezza nazionale". "L'America non e' il gendarme del mondo" e, aggiunge, "va oltre i nostri mezzi riparare a ogni errore ma quando, con rischi e sforzi ridotti, possiamo evitare che altri bimbi siano gasati a morte mettendo anche i nostri bambini al sicuro, credo che dovremmo agire". Ancora, dopo aver invitato i membri del Congresso e i telespettatori a guardare le immagini diffuse dall'Intelligence girate dopo l'attacco di Damasco al gas nervino, lo scorso 21 agosto, "in che mondo vivremo - chiede Obama alla nazione - se gli Stati Uniti vedono un dittatore violare in modo sfacciato il diritto internazionale e scelgono di voltarsi dall'altra parte?". Come anticipato alla vigilia, nel corso delle interviste rilasciate alle principali emittenti americane, Obama nella prima parte del suo discorso spiega agli americani le ragioni che hanno portato la comunita' internazionale - 198 governi che rappresentano il 98% dell'umanita' - a bandire l'impiego delle armi chimiche e le ragioni per cui quel divieto va difeso. Lo fa ripercorrendo a tratti la storia, dalla prima guerra mondiale, ricordando gli sforzi diplomatici compiuti da Washington negli ultimi due anni nei confronti di Damasco e ricorrendo a quel linguaggio forte e deciso che ha caratterizzato nel tono e nelle sfumature la comunicazione dell'Amministrazione, da fine agosto all'altro ieri. (segue)

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